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Arte del giorno · 11 ottobre 2026

Gli ulivi

Gli alberi sembrano muoversi anche se non c'è quasi vento.

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Ulivi contorti riempiono un boschetto verde e ocra sotto colline ondulate e un cielo pallido e vibrante
Artista
Vincent van Gogh
Data
1889
Tecnica
Olio su tela
Collezione
Museum of Modern Art, New York

Un boschetto fatto di una lingua in movimento

Brevi segni curvi descrivono le foglie, pennellate più lunghe attraversano il terreno e tratti chiari si avvolgono nel cielo. Gli elementi restano distinti nel colore, ma condividono lo stesso ritmo. Van Gogh non sacrifica la struttura per imprimere instabilità al paesaggio: i tronchi scuri e il profilo delle colline lontane ne tengono insieme il movimento.

Lavoro, stagioni e osservazione ripetuta

Nel 1889 Van Gogh dipinse più volte gli uliveti intorno a Saint-Rémy. Osservò i braccianti durante la raccolta e modificò la tavolozza al variare del tempo e delle stagioni. Come nelle serie di Monet, la ripetizione dello stesso motivo rende percepibili le differenze; la pennellata di Van Gogh conferisce però a ogni versione un'intensità quasi fisica.

Un soggetto religioso senza figure

Van Gogh criticava certa pittura religiosa contemporanea, che giudicava artificiosa e sentimentale. Gli ulivi gli offrivano un paesaggio legato sia al mondo biblico sia alla vita agricola del presente. Poteva così evocare tenacia, consolazione e sentimento spirituale attraverso tronchi e terra osservati dal vero, senza illustrare direttamente un episodio sacro.

Il boschetto si muove senza vento

Linee sinuose percorrono ogni parte del paesaggio. I tronchi si torcono, il terreno si increspa in brevi pennellate e il cielo si avvolge sopra le colline: nessuna zona resta un semplice sfondo. Van Gogh non isola pochi alberi pittoreschi, ma trasmette all'intero uliveto la stessa energia inquieta, mentre il colore mantiene distinti tronchi, foglie, terra e nuvole.

La serie degli ulivi muta con le stagioni e le ore del giorno. In questo dipinto il fogliame verde chiaro dialoga con un cielo azzurro percorso da movimenti bianchi. Guardando da vicino, descrizione della natura e intensità emotiva non appaiono in contrasto. Gli alberi restano riconoscibili come ulivi antichi, potati e coltivati; i loro nodi e ritmi diventano però il linguaggio con cui Van Gogh parla di tenacia senza inserire alcuna figura umana.

Fonti e approfondimenti