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Arte del giorno · 20 settembre 2026

Il giardino dei susini a Kameido

L'albero è così vicino che bisogna vedere il paesaggio attraverso di esso.

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Un ramo di susino scuro e tortuoso e fiori bianchi incorniciano i visitatori in un giardino sotto un cielo rosso
Artista
Utagawa Hiroshige
Data
1857
Tecnica
Xilografia a colori
Serie
Cento famose vedute di Edo

Un albero celebre su scala impossibile

Il tronco in primo piano apparteneva al celebre Susino del Drago Dormiente di Umeyashiki, la Tenuta dei susini, a Kameido. Hiroshige lo ingrandisce e lo taglia finché il ramo si comporta come un elemento architettonico. I fiori diventano minute interruzioni chiare lungo una forma scura e muscolosa.

Il giardino oltre l'apertura

Attraverso il ramo vediamo altri susini, visitatori e una bassa recinzione sotto un orizzonte rosso. Il contrasto estremo delle proporzioni crea profondità senza ricorrere alla prospettiva convenzionale. Ricrea anche il gesto fisico di spingere lo sguardo oltre un ramo vicino, verso la folla giunta per la fioritura.

Dalla stampa di Edo alla pittura parigina

Vincent van Gogh collezionava stampe giapponesi e nel 1887 copiò questa composizione a olio. Intensificò il rosso e il verde, modificò alcuni dettagli e incorniciò la scena con caratteri decorativi ripresi da altre stampe. Il confronto rivela sia l'influenza internazionale di Hiroshige, sia quanto il taglio originale fosse già audacemente moderno.

Un primo piano indisciplinato

Il vecchio tronco di susino è troppo vicino per entrare comodamente nell'immagine. Sale dal basso, esce in alto e protende un ramo di traverso sulla veduta. Questo taglio energico rende la distanza ancora più viva. Per raggiungere con lo sguardo i piccoli visitatori e i delicati filari di alberi in fiore, bisogna aggirare la forma massiccia che dapprima li nasconde.

Van Gogh copiò la stampa perché questa costruzione offriva più di un soggetto insolito. Mostrava come i colori piatti, l'inquadratura brusca e le grandi zone vuote potessero organizzare lo spazio senza la modellazione europea convenzionale. Nella sua versione dipinta intensificò le tonalità e aggiunse un bordo di caratteri giapponesi. Il confronto rivela meglio la sobrietà di Hiroshige: la forza dell'originale nasce dalla composizione, prima ancora dell'intensità cromatica.

Fonti e approfondimenti