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Arte del giorno · 30 ottobre 2026

Scene di stregoneria: Notte

Il mago è anche un'immagine dell'artista.

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Viaggiatori osservano uno stregone alzare la bacchetta verso scheletri e creature alate in una scena circolare di bosco notturno
Artista
Salvator Rosa
Data
circa 1645-1649
Tecnica
Olio su tela
Formato
Dipinto circolare appartenente a una serie di quattro

Due gruppi si incontrano al confine della credenza

A sinistra, viaggiatori armati sostano con un cavallo e un asino. Vicino al centro, alcuni uomini si raccolgono attorno a un piccolo fuoco e ai resti di una colonna classica. Un'alta figura solleva una bacchetta verso uno scheletro appeso e apparizioni alate. I viaggiatori vedono ciò che vediamo noi, ma la loro distanza permette di esitare tra testimonianza e fuga.

Rosa mantiene quasi nero gran parte del bosco. Fuoco, luna, corpi pallidi e lampi di vestiario rivelano solo frammenti, così l'occhio perde e ritrova più volte il mondo evocato.

Queste figure magiche sono uomini

Le immagini europee di stregoneria ponevano spesso le donne al centro, ma questa scena si rivolge alla negromanzia associata a stregoni maschi eruditi. Il Cleveland Museum descrive il mago dominante come un richiamo a Mosè nelle tradizioni figurative precedenti. Il corpo allungato e la bacchetta sollevata conferiscono alla rappresentazione soprannaturale un'autorità inattesa.

Ciò non rende innocua la magia. Scheletri, animali ed esseri ibridi affollano l'oscurità. Rende però il soggetto più specifico di un generico raduno di streghe: conoscenza, potere e pericolo dell'ambizione intellettuale fanno parte dell'inquietudine.

Il cerchio fa parte dell'incantesimo

La tela è un tondo, cioè un dipinto circolare. Il museo collega questa forma al ruolo fondamentale del cerchio nella pratica magica. Rosa quindi non inserisce soltanto un rito in un formato decorativo. Il bordo che racchiude può suggerire esso stesso il confine di un'operazione, sigillando spettatori, stregoni, rovine e apparizioni in un solo campo scuro.

L'opera appartiene a un gruppo di quattro scene circolari di stregoneria realizzate circa nel 1645-1649. La disposizione originale non è documentata, ma rimasero insieme. La ripetizione trasforma ogni episodio in una fase di un'indagine più ampia sulla magia invece che in uno shock isolato.

L'evocazione diventa una rivendicazione della pittura

A Firenze Rosa coltivò una fama di originalità attraverso pittura, poesia, satira e spettacolo. La ricerca del museo sostiene che questi maghi eruditi potessero alludere all'artista e al suo circolo intellettuale. Uno stregone produce forme che nessun viaggiatore comune si aspetta di vedere; un pittore fa qualcosa di simile su una tela piatta.

Il confronto è visibile nella pennellata. Le creature emergono solo dove Rosa offre loro luce e forma sufficienti, mentre l'oscurità nasconde il resto. Il dipinto rende la propria creazione parte del soggetto: l'invenzione può stupire, persuadere e inquietare, sia che lo strumento sia una bacchetta o un pennello.

Fonti e approfondimenti